Restauro Museo Revoltella Galleria d’Arte Moderna, Triste

  • Marzo 31, 2015
1024 768 Pavilegno

Uno dei più apprezzati interventi di restauro eseguiti dalla Pavilegno è stato effettuato all’interno del Museo Revoltella, nella splendida cornice della città di Trieste, attuale sede di una galleria d’arte moderna.

Gli ambienti nei quali si trovano i parquet oggetto di restauro sono inseriti in una dimora ottocentesca annessa al museo, all’epoca dimora di un facoltoso imprenditore locale che commissionò ad un architetto berlinese la progettazione.

L’intervento di restauro eseguito da Pavilegno interessa due saloni situati al secondo piano dell’edificio estesi su una superficie di 86 e 44 metri quadrati.

La documentazione del museo permette di datare le pavimentazioni lignee negli anni tra il 1853 ed il 1859, quando venne realizzata la dimora.
Il restauro effettuato riguarda moduli precomposti con uno spessore totale di mm 25 circa realizzati nel faccia a visto con intarsi geometrici e floreali dello spessore variabile di mm 4/6. Per controfaccia si è invece utilizzato un modulo/telaio ad incastro in elementi di larice. Gli strati risultano incollati tra di loro.

Dopo attento sopralluogo si è provveduto inizialmente ad individuare le zone di intervento predisponendo un’ accurata mappatura delle superfici, integrata con un dettagliato rapporto fotografico.

L’operazione successiva ha riguardato la verifica dell’equilibrio legno/ambiente, perchè i danni subiti al tetto hanno provocato l’allagamento di alcune zone della dimora.

Una volta raggiunto l’equilibrio legno/ambiente in tutti gli strati della pavimentazione, compreso il tavolato sottostante, impiegando apposite strumentazioni si è eseguito il calco dei disegni dei singoli moduli. Questa operazione va eseguita manualmente, sul posto, copiando il disegno del modulo mediante sovrapposizione allo stesso di un foglio di carta trasparente.

La procedura ricopia parzialmente la tecnica usata nel restauro delle tarsie nei mobili d’epoca con alcune varianti specifiche del settore, come nel caso dello spessore, che deve essere almeno di 5 mm, perchè lavorazioni e taglio non possono essere eseguiti con i tradizionali metodi che impiegano spessori di alcuni decimi di millimetro.

Il primo passaggio consiste nel ricopiare fedelmente su apposita carta i disegni della tarsie da riprodurre. I disegni così ricopiati vanno trasferiti sulle tarsie, nelle varie specie legnose costituenti la pavimentazione originale.

Eseguite queste operazioni il passaggio più delicato e difficoltoso consiste nel tagliare le tarsie secondo il disegno ricopiato: solitamente vengono sovrapposte e per dare la massima precisione di assemblaggio dei disegni lo spessore delle tarsie può essere anche superiore ai 10mm.

Prima di intervenire con l’applicazione del ciclo di finitura si è proceduto all’asportazione della verniciatura esistente mediante la totale sverniciatura dell’intera superficie.

Conclusa questa operazione, necessaria per asportare il minor quantitativo possibile di materiale nobile, si è passati alle fasi di tonalizzazione delle tarsie nuove, impiegando terre e oli specifici per rendere omogenee le diverse tonalità tra le zone nuove e quelle preesistenti.

Il nuovo ciclo di finitura si è quindi realizzato attraverso una impregnazione con particolari oli e cere applicati a caldo. Questo trattamento di finitura, oltre a donare alla pavimentazione una luminosità e un contrasto non raggiungibili con tradizionali prodotti verniciati, rispetta in pieno le caratteristiche originali della pavimentazione permettendo un rapido ripristino nel tempo senza necessità di nuovi interventi di levigatura.